27 Gennaio 2023 aggiornato alle 09:00
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Percezione di sè e Metaverso

Percezione di sè e Metaverso

La percezione di sé è una combinazione di autostima e concetto di sé. È un’immagine mentale di noi stessi. La percezione di sé influenza il modo in cui ci presentiamo agli altri e interagiamo nelle situazioni sociali. Il concetto di sé è la nostra idea di noi stessi. Potrebbe non essere chi siamo e come ci vedono gli altri, o potrebbe essere vicino alla realtà. I social media e le tecnologie come la realtà virtuale / aumentata, imbastite nel Metaverso, stanno diventando parte della nostra vita quotidiana. E il loro impatto sulla nostra auto-percezione sta diventando più importante.

Le nuove tecnologie hanno cambiato la nostra routine quotidiana

L’uso di tecnologie come smartphone, tablet e social media è aumentato molto prima della pandemia. Ma quando il COVID-19 ci ha colpito, ci ha costretto a cambiamenti sociali in tutto il mondo che hanno aumentato drasticamente l’uso e la dipendenza della persona media dalle moderne tecnologie.

Il lavoro da casa e il nomadismo digitale sono entrambi in aumento da oltre un decennio, ma la pandemia ha reso l’ufficio virtuale parte della “nuova normalità” per milioni di persone. Sebbene a causa di un’emergenza, questo cambiamento ha creato nuovi modi di fare tutto, dallo svolgimento di riunioni aziendali alla supervisione della produttività dei dipendenti. Ancora più importante, ora che la pandemia è finita, un recente sondaggio Pew Research mostra che la maggior parte dei lavoratori che lavorano da casa a causa della pandemia preferiscono continuare a farlo. Il panorama del lavoro è cambiato per sempre e le tecnologie giocheranno un ruolo molto più forte che mai.

Abitudini di acquisto

Le abitudini di acquisto dell’utente medio sono drasticamente cambiate dopo la pandemia. Ad esempio, secondo i dati del censimento degli Stati Uniti, lo shopping online è aumentato di un 43% solo nel 2020, il primo anno della pandemia. Ha costretto i rivenditori a implementare o aggiornare nuove offerte online per rimanere a galla e catturare questo massiccio movimento di consumatori dallo shopping fisico agli acquisti online. Secondo un recente documento di ricerca del Journal of Retailing and Consumer Sciences, a partire da agosto 2022, alcuni acquisti sono tornati ai negozi fisici. Tuttavia, lo shopping online è altrettanto diffuso dopo la pandemia e probabilmente crescerà. 

Siamo creature sociali e i social media hanno cambiato il nostro stile di vita quotidiano più di qualsiasi altra nuova tecnologia emergente. Dal rimanere in contatto con la famiglia e gli amici, gli appuntamenti online, la condivisione, la promozione dei nostri stili di vita, hobby e abilità al mondo attraverso le app, i social media hanno cambiato il modo in cui conduciamo la nostra vita sociale in modi mai visti prima. 

E poi arriva il Metaverso

Sebbene sia ancora nelle fasi iniziali, la realtà virtuale (VR) è stata adottata in molti Paesi. Poiché è completamente immersiva, l’effetto sulla percezione di sé è enorme in modi sia positivi sia negativi. Uno studio del 2021 ha rilevato che alti livelli di coinvolgimento nei giochi di realtà virtuale sociale da parte di individui isolati con bassa autostima possono portare a livelli più elevati di depressione.

Un altro studio del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Stoccolma ha scoperto che le stesse tecnologie possono aiutare a trattare la depressione sotto la giusta supervisione. Data la sua natura immersiva e le esperienze utente personalizzabili, la VR può offrire esperienze terapeutiche che alleviano la depressione. Un altro esempio è questo studio del 2022 in cui i detenuti, autorizzati a giocare con il loro sé futuro in VR, hanno mostrato un comportamento autolesionista ridotto. Questi studi sono pochi con un campione limitato, quindi dobbiamo avere una visione direzionale dei risultati piuttosto che conclusiva.

La percezione di sé nella nuova era digitale

Quindi, questo rapido aumento dell’interazione digitale ha influenzato il modo in cui vediamo noi stessi? La risposta veloce è sì.

Anche prima della pandemia, gli studi hanno dimostrato che l’aumento dell’utilizzo dei social media ha profondamente influenzato la percezione di sé. Gli utenti stavano confrontando la loro immagine fisica con quella sui social media e condividendo solo aggiornamenti di stato che li facevano sembrare felici e attraenti, il che ha modellato il modo in cui si vedono. A volte in meglio, gli applausi sociali intorno ai risultati della vita o agli stati di forma fisica possono causare aumenti sia nell’autostima che nel concetto di sé. Ma a volte, confrontarci con gli altri in un mondo in cui viene pubblicato solo il positivo può farci sentire indegni e meno apprezzati quando viviamo, ad esempio, momenti difficili. 

Con la crescita esplosiva dei social media durante la pandemia, questi fattori si sono amplificati al punto che il concetto di sé e la presenza sui social media sono intimamente legati per milioni di persone in tutto il mondo.

Pareri sulla virtual reality

La tecnologia VR offusca ancora di più i confini  man mano che le persone creano i propri avatar e interagiscono con gli altri in un mondo virtuale progettato per essere il più simile possibile a quello fisico. Il Metaverso è descritto come un luogo in cui puoi reinventarti, creando un’identità digitale che vivi in un mondo completamente virtuale. 

L’impatto del Metaverso sulla percezione di sé è studiato attentamente e gli esperti hanno opinioni diverse su come questa nuova tecnologia alla fine ci influenzerà. Secondo la dottoressa Marta R. Jablonski, professoressa della Facoltà di Economia e Sociologia dell’Università di Lodz, il Metaverso ha un potenziale sia positivo sia negativo. Da un lato c’è l’opportunità  di migliorare l’autostima perché consente un “maggiore senso di comunità, prossimità, contatto con un’altra persona rispetto alle chat, ai comunicatori o alle videoconferenze di oggi”. Ma potrebbe anche portare a problemi dovuti all’effetto di disinibizione, in cui la persona in un avatar sente una mancanza di moderazione nelle proprie azioni rispetto al mondo reale.

I mondi Social VR

In Psychology Today, il Dr. Marlynn Wei, una psichiatra, autrice, insegnante di yoga certificata e relatrice di mindfulness e resilienza, sostiene che il Metaverso aumenterà anche la nostra capacità di empatia, in quanto ci libera dall’essere eccessivamente egocentrici e ci consente di impegnarci in attività di “percezione” con gli altri che portano a una maggiore comprensione. 

Ci sono incidenze di esperienze negative nei mondi Social VR. Un articolo del NYTimes descrive in dettaglio gli abusi su queste piattaforme che possono avere un impatto negativo sull’autopercezione degli utenti in un’età impressionabile. Esiste uno studio di ricerca che evidenzia le molestie subite dagli utenti di Social VR. Lo studio è sbilanciato verso una parte geografica del mondo (Giappone) e si basa principalmente su una piattaforma (VRChat), ma è possibile utilizzare approfondimenti direzionali per avere un’idea del problema.

In conclusione, la nostra autopercezione si è evoluta con le innovazioni tecnologiche nell’ultimo decennio. È probabile che si evolva ulteriormente, dato l’ecosistema immersivo possibile con il Metaverso.

Qual è il prossimo passo?

Considerati tutti questi studi e l’impatto che queste tecnologie hanno sull’identità umana, vanno indubbiamente sensibilizzati i progettisti rispetto alla necessità di utilizzare la massima trasparenza e la massima accuratezza rispetto alla sicurezza ed alla privacy e anche una più generale protezione etica delle applicazioni. Sarà quindi anche fondamentale investire in una chiara regolamentazione per il loro utilizzo e commercializzazione e prevedere percorsi specifici di formazione e strumenti di alert che monitorino azioni poco chiare o poco salutari.

Di fatto ogni innovazione tecnologica ha sempre avuto, nel lungo o breve periodo, un impatto sull’intero sistema sociale, cambiandone dinamiche e confini e quello che si prospetta oggi è un viaggio affascinante (ma a tratti anche inquietante), che può e deve essere affrontato con estrema consapevolezza dagli attori coinvolti.

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