27 Gennaio 2023 aggiornato alle 09:00
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Metaverso

Interoperabilità e portafoglio digitale

Interoperabilità

Partirei dalla vecchia affermazione di Ken Kutaragi, creatore di PlayStation con la quale sosteneva che il Metaverso con i suoi device non avrebbe avuto alcun futuro. Certo, detto da Ken il pensiero può apparire abbastanza attinente. E’ come se un corridore professionista bocciasse un paio di scarpe da running che stanno spopolando. Eppure la filosofia, ormai divenuta pratica, dell‘interoperabilità, sta dettando nuove regole. Per tutti.

Il futuro certo del Metaverso

La verità è che in qualunque modo la si voglia mettere o vedere, la situazione appare ormai di ampia diffusione, soprattutto globale. Il Metaverso è sulla bocca e sugli smartphone di tutti, e le tante acrobazie che le grandi multinazionali stanno facendo per entrarci a gamba tesa ed ambire ad un ruolo di promotore esclusivo di contenuti, non si contano più. O forse qualcosa si conta e sono i numeri collegati alle nuove disposizioni che permettono e prevedono di acquistare beni digitali nel Metaverso. Ecco, questo si delinea maggiormente come futuro certo. Meta Pay (ex Facebook) è ormai arrivato in più di 230 Paesi in tutto il mondo. Questa opzione tanto annunciata da Zuckerberg, di portafoglio digitale permette già da qualche mese, in quel di Horizon, di effettuare acquisti e pagamenti.

E chi ha seguito il vento e non si è lasciato scappare il nuovo mood economico è JP Morgan, con la sua nuova rete e linea di e-commerce collegata sempre alle corde di Meta. Tutte queste sono opportunità infinite per quella realtà a cui tanti guarderanno che è il mondo degli e-commerce del Web3. Parliamo quindi di probabile interoperabilità del Metaverso con un supporto strategico ed un’esperienza di molto personalizzata in ogni campo e settore di vendita. Questa partnership tra JP Morgan e Meta Pay si mostra come possibilità di integrare man mano sistemi di pagamento all’interno delle tante dimensioni metaverse. Sì certo, parliamo di interoperabilità.

La facilitazione dei pagamenti attraverso piattaforme collegabili tra loro consentirà agli utenti di avere una netta semplificazione dei passaggi. Siamo naturalmente all’inizio di quella che si presenta come una nuova esperienza di portafoglio digitale. Uno degli obiettivi di Meta sarà anche quello di aiutare l’integrazione di vari schemi di pagamento soprattutto nel trasferimento di valore o acquisto di beni.

Interoperabilità e identità digitale

Sono molte le domande che sbilanciano l’informazione a proposito della reale ed effettiva schermata legislativa in fatto di regolamentazione all’interno del Metaverso. La possibilità di notarizzazione attualmente sappiamo che è possibile con una scrittura tramite rete blockchain. Sappiamo anche però che la registrazione di società, compagnie e associazioni all’interno del mondo virtuale non ha ancora un assetto legale ben definito. Arriva però ogni tanto una notizia che verticalizza la situazione e ci mette di fronte ad atti (anche notarili) improvvisi e molto metaversi. E’ il caso del governo norvegese che ha da poco annunciato e ufficializzato la creazione di un ufficio delle imposte strutturato all’interno del mondo virtuale.

Il registro centrale norvegese e l’autorità fiscale, (Brønnøysund e Skatteetaten) hanno fatto sapere di aver collaborato con la società di consulenza Ernst and Young (EY), per aprire il primo ufficio fiscale sulla piattaforma di Decentraland. Tutto questo con l’obiettivo di aumentare la conoscenza in fatto di NFT, finanza decentralizzata (DeFi) e le Nuove Tecnologie XR.

E mentre Zuckerberg cerca di far comprendere l’importanza di avere un’identità digitale anche per i propri movimenti economici, oltre a quella già stilata dell’avatar, ci si interroga su quale sia il target di riferimento per tutti questi movimenti innovativi. Sicuramente le nuove generazioni. E’ proprio a loro che si rivolgono i grandi delle Tecnologie mondiali. E’ sulla Gen Z che fanno affidamento per la nuova formazione legata all’interoperabilità virtuale del Metaverso.

Conclusioni

Quello che è sicuro è che tutto sembra essere destinato a ruotare attorno al concetto di beni digitali e alla loro gestione. E quale figura migliore per spingere l’onda se non quella dei creatori di contenuti? Fermiamoci e riflettiamo su questa domanda. Ma possiamo fare anche un giro in bicicletta e respirando una boccata d’aria soffermarci un attimo su cosa convenga fare.

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