27 Gennaio 2023 aggiornato alle 09:00
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Gli Italiani e il Metaverso

Metaverso e Italiani

A che punto siamo con la conoscenza del Metaverso da parte degli abitanti del nostro Bel Paese? Sono tanti i report e le ricerche che stanno pubblicando i principali Istituti che osservano le dinamiche evolutive che trattano del rapporto tra italiani e mondo virtuale. Quello che si evince è sicuramente una percentuale in crescita di coloro che sono interessati ad esplorare questa nuova dimensione.

Le motivazioni per cui ci si avvicina al Metaverso partono sempre dal gaming. Sono infatti i videogiochi i primi approdi che detengono il primato di mondi virtuali prediletti, quelli cioè a cui si avvicina la percentuale basica dei campioni di utenti analizzati. La tipologia di “metapersonas” che decide di avvicinarsi al Metaverso va da quelli più gratificati dalla nuova dimensione collegabile magari ad ambienti professionali fino ai critici più agguerriti che tentano in molti modi di ripristinare la vecchia modalità bidimensionale di interazione.

Innovazione e pratica virtuale

Ma che cosa vogliono e cosa si aspettano gli italiani dal Metaverso? Qui ci sarebbe da affrontare un tema che tocca le basi più profonde della nostra cultura in rapporto all’innovazione. Noi italiani siamo un popolo di creativi sicuramente, e a noi è dato il primato, molto spesso, di popolo di intuitivi e geniali inventori. Quando però bisogna evidenziare attraverso le linee delle analisi demografiche fatte sul target che maggiormente si avvicina alla pratica virtuale, si evidenziano alcune linee nette. Gli italiani interessati all’utilizzo del Metaverso hanno tra i 45 e i 55 anni, se questo interesse si rivolge ad una dimensione professionale.

Toccano invece la linea generazionale dei Millennials, quindi 25-45 anni, se parliamo di utilizzo totale delle applicazioni che definiscono e sono collegabili al Metaverso come smart contract, blockchain e criptovalute. Il punto sul quale invece i report le ricerche ultime si concentrano, e a cui danno maggiore importanza, è proprio quello che riguarda il target giovanile che tocca la fascia 15-25 anni. E’ più che naturale che questa sia la generazione che già concepisce il Metaverso come una possibilità non solo parallela, ma originale e quasi quotidiana di una pratica di conoscenza e formazione dirette e tridimensionali. Il campione esaminato invece che tocca la fascia di età superiore ai sessant’anni si prefigura come una dimensione a sé difficilmente coinvolgibile se non attraverso pratiche già attivate e conosciute collegabili magari a piccoli cenni immersivi.

Percentuali a confronto

Uno dei problemi che sono stati evidenziati, e che vengono all’occhio, sono sicuramente i numeri troppo alti in percentuale di coloro che ritengono ancora molto complicato accedere al Metaverso. Si parla quindi di un 35% di utenti messi in difficoltà dalle procedure collegabili ai device e un 45% che addirittura trova troppo costoso l’utilizzo di questi mezzi, cosa peraltro non vera. Una percentuale comunque abbastanza rilevante che tocca il 52% degli utenti intervistati vede un forte interesse nel Metaverso come spazio virtuale all’interno del quale formarsi in maniera del tutto innovativa. Prende qui allora forma un discorso che a breve toccherà molte realtà è che va ad inquadrare l’utilizzo effettivo della propria identità digitale sotto forma di avatar come reale e utile processo di apprendimento.

Attualmente gli utenti che hanno fatto il loro ingresso nel mondo virtuale in maniera altalenante o anche quotidiana lo hanno fatto rivolgendo la loro attenzione a diverse sezioni. Dalla parte legata al gaming o alla curiosità di acquisto tramite valute digitali di beni virtuali come NFT, alla possibilità di fare veri e propri tour virtuali in città mai conosciute. Inoltre l’accesso gratuito ad eventi pubblici come concerti, presentazioni di libri e mostre di opere d’arte rappresentate nel Metaverso è stato un altro aspetto importante.

I Millennials del Bel Paese

Per chi fa informazione su questo tema avere una risposta da parte degli utenti positiva, con una percentuale che si aggiri intorno all’80%, di conoscitori anche se superficiali del Metaverso, è già un’ottima partenza. Che si tratti di un’innovazione tecnologica ancora al primo start o che la si veda come evoluzione del futuro Internet, sta di fatto che l’attenzione comunque da parte degli italiani esiste ed è focalizzata su un target specifico, ossia quello dei Millennials.

Infatti il principale requisito che gli utenti intervistati sperano possa avere il mondo virtuale è proprio quello di ottimizzare le tempistiche legate al lavoro online e avere un ritorno effettivo paragonabile alla dimensione fisica. Questo naturalmente accadrà con i tempi giusti e in linea con l’impegno espresso soprattutto da chi definisce e regola la creazione di piattaforme immersive.

Conclusioni

Una personale visione dei futuri utilizzi da parte degli italiani dei mondi virtuali credo avrà molta attinenza con l’arrivo dell’inevitabile crisi economica che coinvolgerà non soltanto il nostro Paese, ma l’Europa intera. Effetti non solo delle guerre, ma anche dell’economia globale che dovrà correre ai ripari su diversi fronti. Il Metaverso allora apparirà come alternativa alla gestione fisica dei rapporti commerciali e professionali. Con un chiaro utilizzo di spazi 3D utilizzati in maniera molto più smart ed economica. Al momento, per chi non vuole vedere questa soluzione come possibilità di scelta (quasi obbligata) il mondo creato dagli sviluppatori dei nostri giorni appare solo come una costellazione a parte legata al gaming. Sbagliato. Il futuro purtroppo prossimo ci farà ricredere su questi primi scetticismi. Certo, le Nuove Tecnologie faticano sempre a posizionarsi in maniera fluida e veloce, ma come abbiamo sentito più volte dire ormai, il cambiamento è proprio inevitabile.

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