27 Gennaio 2023 aggiornato alle 09:00
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Blockchain

Arcual, la startup dell’Arte blockchain

Art Basel Arcual NFT

L’Arte non deve fare i conti con nessuno, ma sicuramente deve comprendere le dinamiche che generano mercati sempre nuovi. Se il Metaverso, con tutte le sue sfumature e i suoi infiniti NFT, sta dando prova di solidità estetica e artistica, ecco allora che va ascoltato e sperimentato. Conosciamo Art Basel la fiera d’arte che ogni anno a giugno si svolge a Basilea.

Arte digitale e sua autenticità

Creata dai galleristi e collezionisti Trudl Bruckner, Balz Hilt e i coniugi Ernst e Hildy Beyeler, è ormai un importante punto di incontro e di riferimento della ricerca artistica internazionale. La novità che riguarda questa bella realtà è che la società madre della stessa Art Basel, la MCH Group, insieme con LUMA Foundation (organizzazione no profit di Zurigo) hanno lanciato Arcual, una startup blockchain che si occupa esclusivamente di arte.

Questo punto di sviluppo appare oggi molto interessante, in quanto, a differenza dei normali NFT e del loro peregrinare in certa di approvazione regolamentata, Arcual provvede in maniera del tutto diversa, e molto seria, a generare i suoi smart contracts legati all’arte. Questa startup che viaggia su blockchain mette non solo in collegamento gli artisti tra loro e gli artisti e i loro estimatori, ma genera anche certificati digitali provvisti di royalties. Il modo di registrare opere e contratti diventa quindi un quadro quasi istituzionale d’azione. Certo, dovevamo arrivarci prima o poi, soprattutto in questo campo.

Nuove tipologie di smart contracts

Arcual mette luce e fa chiarezza su quelli che sono i ritorni positivi attraverso rete blockchain per tutto il mondo dell’arte. E non parliamo solo di hype legato ai Non Fungible Token. A differenza delle realtà simili, collegate a blockchain e smart contract “artistici” come Fairchain e Lobus (create precedentemente), Arcual tenta di fare qualcosa di realmente diverso. Nello specifico la mossa della startup è doppia ed ingegnosa. Se con un semplice NFT basico abbiamo una linea diretta tra il wallet che lo genera (e quindi un titolare) e un acquirente o fruitore finale, con un NFT di Arcual le cose saranno diverse. Per il semplice fatto che l’opera in sé non sempre è di carattere digitale ma può essere largamente anche fisica. Questo allora ha stimolato nel team una sorta di scambio doppio.

Una linea di ritorno che colleghi anche il collezionista finale, o la galleria, in maniera tale che sia visibile per entrambi l’identità e l’originalità del prodotto. Questa creazione di contratto digitale oltre a certificare l’identità dell’opera garantisce ad entrambe le parti di avere una reale autenticità del valore stabilito. L’accordo può essere fatto da un artista e da una galleria contemporaneamente in modo che ci sia un certificato di autenticità che garantisca che l’opera d’arte esista davvero.

Potenziale e mercato dell’Arte

Il punto centrale di questo è essere decentralizzato e che le informazioni possano essere archiviate su server ospitati con diverse entità del mondo dell’arte“, ha affermato Bröcker Wieder. “In questo momento, MCH e LUMA sono i nodi con cui stiamo iniziando, ma man mano che più partecipanti al mondo dell’arte si uniscono, possiamo costruire il primo vero ecosistema blockchain in cui il denaro che circola va all’industria dell’arte piuttosto che all’industria crittografica”.

Arcual, si definisce un “ecosistema blockchain costruito per la comunità artistica, dalla comunità artistica”. Quindi di conseguenza la si può definire come un libro mastro digitale personalizzato che ospita contratti intelligenti progettati per artisti e commercianti.

Il database dell’azienda è costruito unicamente per l’arte reale, cioè fisica. “Questa non è una piattaforma NFT e non è un mercato“, ha aggiunto ancora Wieder.

Dettagli digitali

Andando nello specifico questi smart contracts legati unicamente ad una linea di opere d’arte fisiche, detengono degli accordi registrati standard anche se unici. Possono definire dai termini di pagamento, fino alla verifica finale della provenienza. Garantiscono così verificandola, la provenienza dell’opera d’arte stessa e l’accesso a determinate royalties ogni volta che un’opera viene venduta. Arcual dà la possibilità ad ogni artista di decidere anche come gestire gli accordi relativi magari ad un’installazione specifica all’interno di uno spazio fisico (galleria, mostra, Biennale) o anche nel Metaverso stesso. Arcual prenderà un cinque percento su tutte le transazioni iniziali, e solo dopo, dal cinque al quindici percento, ogni volta che un’opera d’arte verrà rivenduta.

Se vendi qualcosa senza il certificato digitale di autenticità dell’artista che hanno coniato con la galleria, allora perdi l’essenza dell’opera d’arte. Si perde la voce dell’artista. Ciò che Arcual sta costruendo è questa voce digitale dell’artista che continua ad accompagnare l’opera d’arte per tutta la sua vita” , sottolinea Bröcker Wieder.

Futuro e real NFT

Se parliamo di successo allora dovremo aspettare il vero lancio che per Arcual inizierà a dicembre, quando la società prevede di introdurre la sua tecnologia ad Art Basel Miami Beach. Ci sono molte strade da percorrere e soprattutto da testare ancora. Quello su cui però dovremmo porre l’attenzione, in base all’argomento NFT lagato all’arte, è la possibilità che si dà a tanti giovani artisti di farsi conoscere e notare in modo completamente autonomo.

La tecnologia di Arcual consente di rendere possibile ciò che prima era tanto necessario, ma impossibile da applicare“, ha detto Marc Spiegler, direttore globale di Art Basel. “All’interno di Art Basel, l’ispirazione per Arcual è venuta da una frustrazione di lunga data sul fatto che nel mondo dell’arte di oggi, gli artisti spesso non beneficiano della crescita del proprio mercato, e nemmeno la galleria che li ha supportati.

Viva l’Arte e tutte le sue forme di comunicazione.

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