27 Gennaio 2023 aggiornato alle 09:00
Meta Communications
Immervise Magazine
Interviste

Vincenzo Aino. Alla ricerca del lavoro perduto

Vincenzo Aino

Mentre camminavo per Firenze c’era soprattutto un dettaglio che continuava a colpirmi: il giallo degli edifici. Mi piaceva da impazzire e volevo riprodurlo in Blender così da averlo nei miei Spazi su Spatial.io ed ho cercato su Google il nome. Ho scoperto che è un tipo di giallo chiamato “Palomino”, dal nome del mantello di alcune razze di cavalli americane tendenti all’ocra. E voi direte: “Sì, bello, ma che c’entra con il Metaverso, il Web3 e la ricerca del lavoro?”.
Beh, tutto. Perché nella chiacchierata con Vincenzo Aino, formatore in ambito tecnologico, uno dei temi che abbiamo affrontato riguardo la ricerca del lavoro è stato proprio il rapporto con le informazioni e la loro ricerca.

Un pizzico di background

Io e Vincenzo ci siamo conosciuti su Linkedin da quanto? Un mese forse? Eppure beccarsi a Firenze è stato come fossimo due amici che non si vedevano da tempo. Credo sia il segno di una cosa: il fatto che la nostra comunicazione Social sia estremamente onesta e pulita e non siamo personaggi, ma persone.

Tu chi sei, da dove vieni, dove vai Vincenzo? 


Brevemente qualcosa di me. Nella mia carriera lavorativa mi sono sperimentato in vari settori, dalla fotografia fino all’assistenza clienti, provando tante strade. Mi piaceva la sensazione di cominciare qualcosa ed imparare qualcosa da un diverso punto di vista. Poi però è arrivata anche l’esigenza di stabilizzarmi un attimo e capire poi in che direzione andare. Perché le esplorazioni sono belle ma ti devono condurre verso qualcosa di concreto. La risposta è arrivata quest’anno, è arrivata a gennaio mentre stavo seguendo un corso come responsabile HR. È stata una risposta a cui non avevo mai pensato, perché sai, a volte ti succedono proprio sotto gli occhi e non te ne accorgi. Ad esempio non mi ero mai accorto che nella mia vita ogni volta che imparavo qualcosa sentivo l’esigenza di trasmetterla agli altri. (…)  Così da gennaio non ho avuto dubbi: io sono un formatore”.
Quando Vincenzo parla del suo lavoro sorride, gli occhi si illuminano.
“Anche se adesso sto lavorando in un settore tecnico, il mio approccio è comunque quello del formatore”.

Cercare lavoro in un mondo digitalizzato


Uno degli argomenti uscito fuori dalla nostra chiacchierata è che saper lavorare e saper trovare lavoro sono due competenze distinte.
“Un conto è saper avvitare i bulloni e saper smontare un motore in cinque minuti netti, un conto è saperlo comunicare al recruiter che deve assumerti”. Questa competenza del cercare lavoro si può acquisire, come tutte le altre. Mai come oggi è facile trovare tutorial, corsi e professionisti che ti aiutano in questo.
Durante l’intervista Stoneironer, un mio amico che ci ha seguito in chat, ci ha parlato di Fabiana Andreani che aiuta i giovani a comprendere come prepararsi per un colloquio o migliorare il curriculum su TikTok e IG; un’altra mia amica mi ha scritto dopo la fine dell’intervista per dirmi che metterà in pratica alcuni dei consigli di Vincenzo.

Strumenti come Google o Wikipedia possono aiutarci tantissimo quando si tratta di ricerca del lavoro. Dobbiamo poi ricordarci che al giorno d’oggi gran parte del processo di recruiting è automatizzato e bisogna tenerne conto. Così come non dovremmo avere paura del famigerato algoritmo, che invece possiamo sfruttare per catturare l’attenzione dei recruiter usando le parole chiave e gli argomenti di ricerca.”

Un altro punto su cui poi interviene Vincenzo è l’importanza delle relazioni.
Qualche ora prima dell’intervista mi ha riconosciuto alcune skill su Linkedin e dopo averlo ringraziato ho fatto lo stesso.
Come ti sei sentito quando hai visto la notifica?”, mi chiede.
“Ho sorriso, mi sono sentito davvero felice.”
“E se tu fossi un recruiter che mi ha esaminato e poi scartato ma io ti facessi l’endorsement delle tue qualità? Pensi che sarebbe più facile per te nel tempo ricordarti di me e magari costruire qualcosa assieme?”
Ci penso un attimo ed effettivamente sì, non posso negarlo.
“Ecco, si tratta di piccole cose come questa che possono aiutare quando si cerca un lavoro”.

Metaverso, Intelligenze Artificiali e costruzione di relazioni nel Recruiting

È Vincenzo poi a tirare in ballo il Metaverso.

“Dopo essermi imbattuto nel tuo profilo mi sono reso conto che Spatial può essere usato per attirare i recruiter. Nel mio spazio oltre al mio curriculum posso mostrare foto di me che lavoro o i Loghi delle aziende per cui ho lavorato. Posso anche inserire meccaniche da gioco, come una caccia al tesoro, ad esempio ‘Esplora la mia area per trovare la mia Skill segreta’. In questo caso l’esperienza sarebbe diversa, magari il recruiter tra le 50 persone che ha scrutinato si ricorderà di me a fine giornata, che è già una cosa buona.”
Sarà che la Gamificazione occupa un’area molto grande del mio lavoro e dei miei interessi, ma non posso non divertirmi a sentirlo parlare così.

Qualche tempo avevo pensato di strutturare il mio curriculum come una serie di video interviste in cui era inserita meccanica della scelta delle opzioni, come nei libri game di Topolino di cui ero un avido lettore. Poi ho scoperto che qualcosa esisteva già, ovvero le Intelligenze Artificiali conversazionali di Nunzio e MemoryTwin.”

Di queste intelligenze ne abbiamo parlato io e Nunzio proprio la scorsa settimana su queste pagine. MemoryTwin è un servizio che ti permette di programmare un’intelligenza artificiale con cui gli utenti possono conversare, e può essere usata in numerosissimi contesti. Nel mio caso ho una segretaria nel mio Studio su Spatial che può prendere appuntamenti per me, ma è anche possibile riprodurre una casa che un possibile acquirente potrebbe visitare e raccogliere informazioni prima di effettuare un acquisto.
Secondo Vincenzo ci sono poi altri casi interessanti.
Se è vero che i Recruiter stanno automatizzando i loro servizi, anche io come candidato voglio automatizzare il mio colloquio di lavoro. Se ad esempio una recruiter mi chiede quando possiamo sentirci per un incontro, magari posso risponderle ‘Guarda, facciamo settimana prossima, ma intanto se vuoi sapere già cosa aspettarti clicca su questo link e chiacchiera con il mio avatar. A quel punto magari la recruiter potrebbe iniziare a conoscermi mentre torna in metro a casa.”
La cosa divertente però è che confrontandosi con altre persone Vincenzo ha poi pensato ad un’altra applicazione dell’IA: quella di essere uno strumento di allenamento per i Junior Recruiter.”


In questo senso torna dunque il discorso fatto all’inizio da Vincenzo: cercarsi un lavoro è una competenza di per sé. Tutto questo mi fa immaginare uno scenario.
Prima dell’intervista Vincenzo mi ha confermato delle competenze su Linkedin e provo a giocare di fantasia. Cosa accadrebbe se le competenze fossero degli NFT o dei Token e che confermarli richiedesse una sorta di investimento di credito da parte di chi lo fa?

Ad esempio, l’azione compiuta da Vincenzo tramite l’endorsement avrebbe potuto mettermi sul radar di un’intelligenza artificiale addestrata a scandagliare non solo la presenza di una competenza, ma anche la sorgente dell’informazione. L’intelligenza potrebbe dunque portarmi (tramite il mio Avatar) in un Metaverso privato in cui dei recruiter hanno posizionato delle offerte suddivise per tipologia, livello di competenza richiesto e caratteristiche relazionali. A quel punto, e solo a quel punto, si potrebbe procedere poi ad un incontro di “persona”.
Quanti soldi e tempo si potrebbero risparmiare così?

Immaginiamo poi che durante tutto questo processo si potrebbero automatizzare persino i percorsi formativi per quelle risorse che potrebbero essere adatte per una posizione ma che peccano in una skill, gamificando di fatto l’acquisizione di nuove competenze.
Le Blockchain, come dico sempre, non promettono solamente una rivoluzione tecnologica, ma un modo diverso di relazionarsi con le Informazioni.

Quando ci avviciniamo poi alla fine dell’incontro chiedo a Vincenzo quali sono le sue speranze per i prossimi 10 anni riguardo il tema della ricerca del lavoro.

Spero che da qui a dieci anni a scuola invece di fare corsi di economia domestica vengano fatti approfondimenti sui colloqui di lavoro, magari anche con delle simulazioni. Se facessimo questo per i prossimi dieci anni, si formerebbe una classe di recruiter. L’80% delle candidature che esaminano non è adatta all’offerta proposta. Insegnando ai ragazzi come si scrive un curriculum, come si sostiene un colloquio, capire che direzione far prendere alla propria vita lavorativa per intraprendere una carriera… secondo me, se questo lavoro lo fai per i prossimi dieci anni il mondo dei recruiter cambierà radicalmente”.

Conclusioni

Insomma, ciò che mi rimane di questa lunga chiacchierata con Vincenzo, che puoi recuperare interamente sul mio canale youtube, è che forse i mezzi per cambiare le cose iniziamo ad averli, ma occorre prepararsi.
Molte persone, troppe, ancora non capiscono che la vera rivoluzione di Internet è stata darci la possibilità di trovare tutte le informazioni che vogliamo, come ad esempio sapere che il giallo sulle pareti di Firenze si chiama Palomino. Ma ora siamo davanti ad una nuova rivoluzione, in cui noi tutti stiamo diventando Dati all’interno di un Network più grande e la vera competenza non sarà trovare Informazioni, e non sarà più farsi trovare attirando le persone con un funnel fatto bene.
La vera competenza sarà costruire relazioni.

Linkedin:  https://www.linkedin.com/in/vincenzoaino/

MemoryTwin: https://app.memorytwin.com/it/effettoneve/Colloquio%20di%20lavoro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri articoli

Seguici sui nostri canali

La nostra community